Può la firma di garanzia portarti al Fallimento Aziendale?

Scopri come puoi arrivare al Fallimento Aziendale (e come evitarlo) tramite un fattore come la firma di garanzia di un familiare o conoscente.

Fallimento AziendaleSe la tua azienda ha un finanziamento bancario per il quale, oltre a te, qualcun altro ha firmato a garanzia, stai rischiando grosso. Molto grosso.

Più o meno come se tu stessi guidando una macchina, bendato, con il tuo copilota che ti da le indicazioni di guida mentre guarda Facebook.

Non voglio sembrarti catastrofico, ma stai veramente correndo un grosso rischio, che può portarti al fallimento aziendale in men che non si dica, facendoti perdere tutti i tuoi risparmi, la casa ed il lavoro di una vita. Ed ora ti spiego perché.

Quando chiedi un prestito ad un istituito di credito, che sia un finanziamento, un fido di cassa, un anticipo fatture o un leasing, è ormai consuetudine che ti venga chiesta la tua firma di garanzia.

Le “scuse” con cui ti viene richiesta questa firma dalla banca, di solito, sono “con la firma ti facciamo un tasso più basso” e “se non ci credi tu nella tua azienda, perché dovrei farlo io?”. E detta così, suona pure razionale.

La vera motivazione in realtà è “noi non volgiamo perdere per nessuna ragione neanche un centesimo, quindi firma qui così se le cose vanno male e la tua azienda fallisce ci prendiamo casa tua e tutto quello che hai”.

Fino a questo punto è tutto abbastanza normale, nel senso che è diventata ormai consuetudine (anche se è una consuetudine sbagliata, perché le banche non si assumono più nessun rischio facendo così, lasciando tutto sulle tue spalle) che per avere due lire in prestito le banche ci facciano sudare sette camicie e richiedano molte garanzie.

Ma noi, piccolo imprenditori, non abbiamo molte alternative. Se vogliamo far andare avanti la nostra attività, ci servono i soldi delle banche (ma noi siamo anche qui per questo, per darti il modo per evitare di avere bisogno delle banche e finanziarti da solo. Se vuoi che sia così anche per la tua azienda, inserisci la tua email nel pop up).

Supponiamo quindi che per il momento tu non abbia ancora applicato i nostri insegnamenti e quindi che gli istituti di credito ti siano fondamentali per la tua sopravvivenza.

Al giorno d’oggi, per via delle innumerevoli restrizioni che il governo, la Banca d’Italia e la Banca Centrale Europea hanno imposto agli istituti che prestano denaro, è molto difficile ricevere credito rispetto al periodo pre-crisi (ante 2008).

È più difficile perché vengono fatti molti più controlli sulla tua azienda, su di te, su chi garantisce il mutuo con te. Ed inoltre gli istituti di credito chiedono sempre più documenti, i quali devono essere sempre più complessi e dettagliati rispetto ad un tempo. Per non parlare dei tempi che sono diventati eterni per la concessione di un finanziamento. Se prima bastava una chiacchierata con il direttore della filiale, ora ci vogliono settimane, in alcuni casi mesi (io ho personalmente visto una concessione di finanziamento durata 18 mesi. Sì, un anno e mezzo).

E diciamolo, difficilmente il commercialista è li pronto ad aiutarti per portare la pratica a casa. Ha la scusa che “ho scadenze immediate per l’Agenzia delle Entrate e quindi ho poco tempo”.

Ma veniamo al dunque, a quello di cui ti ho accennato all’inizio di questo articolo.

Supponiamo che tu abbia chiesto un finanziamento, che abbia presentato tutta la documentazione necessaria e che i tuoi “numeri” siano apposto.

A questo punto, come da consuetudine, soprattutto se sei giovane o l’azienda non è molto solida, ti viene chiesto di firmare a garanzia del finanziamento. Questo significa che, nel caso le cose non andassero bene come sperato, la banca potrebbe venire a prendere i soldi direttamente da te, anche mettendo all’asta (liquidando, in gergo tecnico) i tuoi beni come l’automobile, la casa e tutto quello che hai.

E fin qui nulla di strano. Sarebbe molto meglio se tu non firmassi, ma la firma di garanzia dell’imprenditore viene ormai considerata quasi d’obbligo.

È molto probabile però che la banca ti chieda anche la firma di un terzo, quindi di un’altra persona rispetto a te.

Questa persona potrebbe essere un tuo parente, come un fratello, un genitore o uno zio, oppure un terzo, come un amico.

Dal momento che l’istituto di credito ti chiede la firma anche di un’altra persona, significa che non hai convinto al 100% l’impiegato di banca che sei veramente meritevole di ricevere quel prestito.

Questo significa quindi che, o qualcuno firma assieme a te a garanzia del finanziamento, o non prendi i soldi.

Supponiamo però che tu sia convinto al 200% che tutto andrà bene e che riesci quindi a convincere un’altra persona a carta da garante, quindi a firmare a garanzia del tuo finanziamento (e quindi se le cose non andassero bene, la banca potrebbe vendere tutti i suoi beni, oltre ai tuoi, per incassare quanto ti ha prestato).

Supponiamo infine, comunque, che tutto vada veramente bene, quindi la tua attività abbia un ritorno economico e che gli affari vadano a gonfie vele.

Potresti pensare di aver trovato il galeone sommerso dei pirati pieno d’oro. Ed infatti, è così.

Il tuo commercialista si complimenta con te, il bilancio è decisamente in utile ed hai molta liquidità sul conto che può essere reinvestita o usata per migliorare la tua vita.

C’è però un aspetto del quale, probabilmente, non ti ha mai parlato nessuno, ed è quello che può far fallire la tua azienda, anche se sta andando molto bene.

Devi sapere che tutte le società che prestano denaro o che vendono utenze (energia, gas, acqua, telefono, etc) “parlano” fra loro.

Ogni mese, tutte queste società, caricano su appositi servizi informatici i dati dei loro clienti.

Questi servizi, che hanno nomi diversi in base alla loro funzione, come “Centrale Rischi”, “Cerved”, “Crif”, etc, raccolgono tutte le informazioni riguardante chiunque abbia rapporti con istituti di credito o fornitori di utenze.

I dati che raccolgono, per farla breve, sono se paghi o meno le rate dei finanziamenti e le bollette.

La cosa che ti deve interessare di questa funzione, è che queste informazioni sono semi pubbliche, ovvero visibili agli altri istituti di credito e società che ne richiedono l’accesso.

Questo significa che, se tu non paghi le rate di un finanziamento o le bollette di casa, tutti gli istituti di credito d’Italia lo sanno.

Hai capito bene. Se tu hai un finanziamento con un banca a Milano, che non paghi, e chiedi un altro finanziamento ad una banca in Sicilia, la banca in Sicilia sa che tu non stai pagando il finanziamento a Milano.

Questo, capisci bene, è un problema, perché se c’è qualcosa che non va con qualche istituto, non hai la possibilità di lavorare con nessun’altra banca o leasing.

La cosa drammatica è che le banche sanno anche se non paghi le bollette di casa. E se hai problemi di pagamento delle utenze, la banca non ti presta denaro perché ti considera un soggetto a rischio.

Devi inoltre sapere che gli istituti di credito hanno accesso alle informazioni che riguardano te, ma anche di chi garantisce il tuo finanziamento (quindi della persona che ha firmato a garanzia).

Ora che hai un quadro piuttosto completo di come funzionano le comunicazioni fra “finanziatori”, torniamo alla nostra situazione aziendale iniziale, dove la tua azienda sta andando bene ed il tuo finanziamento è garantito da te e da un’altra persona.

Supponiamo che la persona che ha firmato a garanzia del tuo finanziamento abbia problemi a pagare un suo muto personale o le sue bollette. Quindi nulla che abbia a che fare con te e la tua azienda.

Come abbiamo visto poco fa, gli istituti di credito vedono tutto.

Come pensi reagirebbe la tua banca se la persona che garantisce il tuo finanziamento abbia difficoltà con un suo muto o le sue bollette? Di logica, probabilmente pensi che, siccome la tua azienda sta andando molto bene, questi fatti non avrebbero nessuna influenza su di te.

Purtroppo, è qui che sbagli.

Se chi garantisce il tuo mutuo ha difficoltà economiche personali, per l’istituto di credito che ti ha prestato dei soldi, che sia una banca o un leasing, i loro soldi (che ti hanno prestato) sono a rischio.

Sono a rischio perché chi li sta garantendo ha problemi, e quindi se la tua azienda dovesse avere problemi, loro non potrebbero recuperare nulla da chi garantisce il finanziamento.

Lo so, è assurdo, però purtroppo è così. Gli istituti di credito non vedono le sfumature ma solo bianco e nero.

Cosa pensi possa succedere a questo punto?

La reazione dell’istituto di credito è tanto assurda quanto esagerata: ti chiede di restituirgli i suoi soldi, in modo da “rientrare del rischio”.

Questo significa che hai pochissimo tempo per recuperare le somme che ti hanno prestato e restituirgliele.

E se non li hai? Ecco che torniamo al titolo di questo articolo: fallisci.

Fallisci perché la banca, impaurita che la situazione degeneri, vuole recuperare i suoi soldi il prima possibile e, sopratutto, il più possibile.

Loro sanno perfettamente che, se ci sono problemi, non saranno gli unici a dover vedersi restituire dei soldi, ma ci saranno anche altri istituti. Questo vuol dire più gente che si deve spartire la stessa torta.

Per questo motivo la banca trova conveniente chiedere il fallimento della tua azienda al tribunale e la liquidazione dei tuoi beni. Per recuperare il più possibile il prima possibile.

Probabilmente sei sbigottito, perché pensi che sia difficile che la banca faccia fallire un’azienda che sta andando bene per un garante che sta avendo problemi.

Purtroppo però è una situazione che vedo tutti i giorni, ed il numero di aziende che fallisce ogni anno per colpa delle banche che rivogliono i loro soldi immediatamente lo conferma.

Per questo motivo è indispensabile che tu conosca per filo e per segno la situazione finanziaria di chi garantisce i tuoi finanziamenti.

E se pensi che non sia possibile perché, per ovvie ragioni, non puoi sapere tutto di persone che non sono te, ti do un’alternativa.

Costruire un’azienda forte e solida e che non abbia bisogno delle banche per stare in piedi, ma che, al contrario, usi le banche per crescere e schiacciare la concorrenza.

Se ti piacerebbe che la tua azienda fosse talmente solida da poter lavorare senza banche e far fallire tutti i tuoi competitor, allora non devi fare altro che continuare a leggere i nostri articoli inserendo la tua email nel riquadro qui sotto.

A presto.

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