Ciò che il tuo direttore di banca non ti vuole dire e che rischia di portarti al Fallimento Aziendale

Come il direttore della tua Banca puó portarti al Fallimento AziendaleHai mai pensato che il direttore della banca con cui lavori fosse tuo “amico”? Non amico nel senso classico, con cui vai a cena e vi mandate gli sms sconci su WhatsApp.

Ma amico nel senso di persona a cui stanno a cuore i tuoi interessi. Persona che ti aiuterebbe se ne avessi davvero bisogno.

Credo che tutti abbiamo avuto un direttore amico. Soprattuto chi fa impresa da qualche anno, in particolare da prima del periodo della crisi.

Non penso che dimenticherò mai quando, aprendo un nuovo conto personale in una banca con cui lavoravo con la mia azienda agli inizi della mia carriera imprenditoriale, le prime due domande che il direttore mi fece furono “Le vanno bene 25.000€ di fido? E la carta di credito, va bene con un massimale di 5.000€?”.

“Bei tempi” si potrebbe dire.

Oppure quando, dopo un pò che il fido di conto corrente era sempre pieno, il direttore chiamava e proponeva di mutualizzarlo così si avrebbe avuto di nuovo tutto il fido bello libero per essere utilizzato di nuovo o, quantomeno, non avresti più buttato soldi per gli interessi senza mai rientrare del debito.

Sono sicuro che anche a te sia capitata una situazione simile. Ed era una gran bella situazione. Ti faceva sentire a tutti gli effetti importante e, perché no, ricco. Avevi infatti libero accesso al credito ed a nuovi prestiti. Non c’erano limiti di spesa.

Proprio come direbbe Renato Pozzetto in “ragazzo di campagna”:

    • Serviva un capannone nuovo? Taac, finanziamento ipotecario.
    • Macchinari nuovi? Taac, finanziamento chirografario.
    • Auto nuova? Taac, leasing.
    • Un grosso cliente a cui, per prenderlo, hai fatto il pagamento a 120 giorni? Taac, anticipo fatture.

Qualunque esigenza tu avessi potuto avere, bastava andare in banca e la si risolveva in 10 minuti.

Adesso la situazione è un pò cambiata.

Provo a spiegarti com’è diventata facendoti un esempio. Tu prova ad immedesimarti nelle prossime righe.

Ad una prima occhiata potrebbe sembrare che il direttore della banca sia ancora il tuo amico di sempre. È sempre sorridente e amichevole.

Magari ti ha proposto, proprio come ai vecchi tempi (o se non lo ha ancora fatto è probabile che lo faccia a breve), di mutualizzare il fido che hai per “liberare nuova liquidità”. Mutualizzandolo infatti, avresti di nuovo tutto il fido libero da poter utilizzare.

La trasformazione è una cosa molto semplice da fare. Il direttore prepara la pratica e la manda ai suoi superiori. I quali, siccome la pratica è proposta dalla banca stessa, molto probabilmente te la approvano.

A questo punto ti versano un importo sul conto corrente uguale a quello del fido in modo da “metterlo a zero”. Ora hai l’affidamento completamente libero ed una comoda rata mensile per ripagare il vecchio debito ora trasformato in un finanziamento.

Giustamente, essendo a tutti gli effetti un mutuo, il direttore ti chiede una garanzia sul finanziamento, perché “sai non sono più i tempi di una volta. Ora i “piani alti” le vogliono sempre.”E quindi ti chiedono l’ipoteca sul capannone o su casa tua. E già che ci sono, siccome nel complessivo sono aumentati i soldi che ti hanno prestato (il fido più il mutuo) e comunque devi andare dal notaio per dargli l’ipoteca, quest’ultima te la fanno mettere anche a garanzia del fido, così “siamo tutti più tranquilli” e “tranquillo, metterla non costa nulla e ci guadagni, perché ti facciamo un tasso più basso”.

Tu sei un pò restio inizialmente ma, rassicurato dal direttore della banca che la tua attività sta andando molto bene perché “ha letto le tue carte”, ti lasci convincere che sia la cosa giusta da fare. Dopotutto, cosa vuoi che sia una piccola rata mensile se puoi avere un fido di decine di migliaia di euro nuovamente disponibile?

Sembra decisamente un’occasione da non farsi scappare. Probabilmente il direttore te la consiglierebbe anche senza fido, cercando di convincerti che siccome l’affidamento lo stavi utilizzando al 100%, in realtà è come non averlo. E quindi ti basterebbe mutualizzarlo e saresti apposto, senza altre rotture di scatole su cui paghi interessi senza restituire mai i soldi (un fido di cassa sostanzialmente consiste in questo: continuare a pagare interessi su soldi che non restituisci mai alla banca).

Il problema però di una operazione di questo genere, è che passi dall’avere un fido di cassa (probabilmente senza garanzie, al massimo la tua firma) all’avere un mutuo garantito da ipoteca.

Cioè di fatto hai aumentato i tuoi rischi, aumentando le garanzie che hai dato alla banca per “quella comoda rata mensile” che non ti fa essere sempre con il fido al massimo.

E la banca invece? Beh, alla banca è andata di lusso. E’ passata dall’averti concesso un fido di cassa senza nessuna garanzia, in gergo tecnico, “garanzia reale”, all’aver mutualizzato lo stesso debito mettendoci però oltre alla tua firma, anche una bella ipoteca. E si sa, con l’ipoteca non hai scampo.

In sostanza, quello che il tuo caro amico direttore della banca ti ha proposto con un bel sorriso, era una grossa fregatura e puó portarti al Fallimento Aziendale!!

Una fregatura perché tutto quello che ti ha proposto e ti ha fatto fare, non l’ha fatto per fare un piacere a te, ma per rispettare degli ordini venuti dal suo quartier generale: recuperare più garanzie possibile per non rimetterci neanche un Euro, facendo rischiare solamente te.

Quello che quindi ti viene tenuto nascosto da queste persone è che, da qualche anno, il compito della banca non è prestare soldi.

Di te e della tua impresa, alla banca ed al direttore, non frega proprio un beato cavolo.

Il loro lavoro non è più, come dovrebbe essere, prestare soldi alle imprese per creare ricchezza per l’imprenditore, i dipendenti, la comunità e loro stessi.

Ciò su cui si concentrano è ottenere più garanzie possibile, in cambio di niente, per essere pronti in qualsiasi momento a richiederti i soldi che ti hanno prestato. La banca quindi, vuole svolgere la sua attività senza nessun rischio d’impresa.

Infatti, al primo segno di difficoltà della tua azienda, la banca può (e se leggi bene le carte che ti hanno fatto firmare lo noterai) chiederti di restituire tutti i soldi che ti ha prestato. Senza preavviso.

Dall’oggi al domani quindi, potresti vederti richiesto di restituire tutti i soldi.

Quanto ti ha prestato la banca? 10.000€? 30.000? 100.000? Immagina doverli restituire tutti entro i prossimi giorni. Cosa faresti? In quale situazione ti ritroveresti?

Potresti pensare che non potrebbe succedere a te, perché hai sempre pagato, sei sempre stato puntuale o che il direttore della banca è veramente tuo amico. E magari hai anche ragione. Fino ad oggi. Ma non sai cosa può succedere in futuro.

Gli imprevisti capitano tutti i giorni:

  • Ti si rompe un macchinario e devi sostenere una grossa spesa per cambiarlo;
  • Perdi in poco tempo alcuni dei tuoi migliori clienti perché è arrivato qualcuno della concorrenza che ha fatto un prezzo più basso del tuo.

Nessuno può prevedere il futuro, ma bisogna essere pronti ad affrontarlo. In ogni momento.

D’altronde, razionalmente parlando, considera le cause che tale mossa della banca potrebbe avere.

Ti chiede di restituire i soldi, tu non li hai subito e le chiedi di aspettare. Ma la banca non vuole aspettare, altrimenti ti avrebbe dato più tempo. E siccome tu, qualche tempo prima, proprio su suggerimento del direttore le hai dato l’ipoteca a garanzia, ora ti mettono all’asta il capannone, creando di fatto un circolo vizioso che può solo far peggiorare le cose: senza struttura non puoi lavorare e non potrai mai guadagnare i soldi da restituire, e tutto ció ti porterá al Fallimento Aziendale.

E magari ti mettono all’asta anche la casa dove vivi con la tua famiglia, perché l’ipoteca sul capannone (o sull’ufficio) non era sufficiente e te l’hanno chiesta anche sulla sua abitazione.

Hai visto, con poche righe, cosa potrebbe succedere?

In 10 secondi avresti:

  • Perso il lavoro e la tua azienda;
  • Perso la casa dove abiti con la tua famiglia;
  • Lasciato a casa i tuoi dipendenti e le persone che contavano su di te;
  • Privato i tuoi figli del futuro tranquillo e sereno che speravano di avere e che tu volevi dargli.

Come imprenditore hai la responsabilità di non lasciare che una cosa di questo tipo accada.

Ti devi opporre con tutte le tue forze a questo disegno malvagio delle banche che guardano solo ai loro interessi e non gli interessa dei morti che fanno. Ed il cadavere, potrebbe essere il tuo.

La buona notizia è che a tutto questo c’è una soluzione, ed è meno complicata di quello che pensi.

Esiste un modo per non essere più succube delle banche ,essere indipendente da loro e salvarti dal Fallimento Aziendale. Puoi evitare di fargli fare il bello e cattivo tempo sulla tua azienda ed essere veramente “padrone a casa tua”.

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