Può la pizza farti diventare milionario, a Treviso? Chiedilo a Pino!

Tutti conoscono i suoi locali, ma non tutti sanno come è diventato il Re della pizza di Treviso, con 10 pizzerie con coperti e ben 24 pizzerie da asporto – e 17.5 milioni di fatturato nel 2017: stai per avventurarti nella storia di business di uno degli imprenditori più di successo della marca.

Pizzeria Da Pino. Chi di Treviso (anche tu, confessa) non è mai andato da Pino a mangiarsi una pizza, anche solo per curiosità? Praticamente nessuno.

Praticamente Pino a Treviso è una vera e propria istituzione.

Sarà per la sua posizione strategica della pizzeria in Piazza dei Signori, sarà per il suo carisma o per le sue capacità imprenditoriali; un po’ tutti, a Treviso, lo conoscono.

Ma qual è la sua storia e soprattutto, quali sono i suoi segreti che ne hanno fatto il re della pizza (fatturati alla mano) a Treviso e in tutto il Veneto? Scopriamolo subito.

Bada bene, metto le mani avanti: non leggerai un articolo biografico della vita dell’imprenditore; quella che potrai leggere (e rubare, se sarai scaltro) è la storia delle scelte di business (corrette o meno) di un uomo d’affari che ha saputo creare un vero e proprio impero attorno a farina, acqua e lievito.

L’iniziale idea differenziante

I 34 locali marchiati “da Pino”, ovviamente, non sono nati tutti insieme. Come accade per molte realtà, tutto nasce da un locale pilota, che poi viene replicato quando ben funzionante.

La prima pizzeria “da Pino” è datata 1985, anno in cui l’imprenditore decide di aprire un locale in Strada Ovest (tutt’ora attivo) diverso dagli altri.

A quei tempi infatti, le pizzerie erano locali di seconda categoria, frequentati per lo più da studenti squattrinati e da militari. La “bella gente” di Treviso, nel periodo di boom economico, non andava in pizzeria, ma in ristorante.

Ecco la prima idea geniale dell’imprenditore per differenziarsi dalla concorrenza e imporsi in maniera diversa sul mercato: creare la prima pizzeria moderna, ovvero “un ambiente in cui portare tutta la famiglia senza spendere come al ristorante, tenendo conto delle esigenze dei bambini” come detto dallo stesso Giuseppe Giordano (nome di nascita dell’imprenditore) in un’intervista rilasciata poco tempo fa.

Quindi dalla scelta di un target specifico (la famiglia), ha saputo creare un’esperienza diversa rispetto a quello che c’era a disposizione delle persone a quell’epoca, e già questa è stata una caratteristica che gli ha permesso di svilupparsi così tanto sul territorio veneto.

Avendo fatto la copia della copia della copia di altri locali, sicuramente non sarebbe arrivato dove è ora.

Prima cosa da “rubare” per il tuo business, quindi: analizza chi sono i clienti dai quali puoi trarre più profitto, analizza la concorrenza e cosa fa, e poi fai le cose in maniera diversa!

E non sognare neanche di uscirtene con frasi del tipo “…oramai è impossibile fare le cose in maniera diversa, al giorno d’oggi: c’è tutto!”. Ti ricordo che negli ultimi 5 anni sono usciti 5 social media diversi che hanno fatto diventare i relativi CEO milionari, quindi puoi farlo anche tu nella tua azienda di provincia.

Anzi, ti dirò di più: non avendo una multinazionale, ti sarà molto più facile differenziarti dai competitor, in quanto loro neanche loro saranno delle multinazionali, e saranno più o meno nella tua stessa situazione!

Ragiona in maniera diversa, differenziati da loro e vedrai che già le cose miglioreranno, allontanandoti dal Fallimento Aziendale.

Ma torniamo a Pino e a come ha fatto a sviluppare il suo impero: magari bastasse solo differenziarsi per creare aziende milionarie (anche se questo è un ottimissimo punto di partenza!).

L’imprenditore infatti non si è fermato: aveva capito che a quel tempo tutti i ristoranti facevano pagare i clienti al tavolo, e questo rallentava la rotazione dei clienti stessi durante una serata; ecco l’occasione per differenziarsi ulteriormente, che l’imprenditore ha colto al volo.

Ha deciso infatti, per la prima volta nella Marca, di introdurre il sistema di pagamento in cassa, mai visto fino a quel tempo (e molto criticato inizialmente, proprio a detta di Pino).

Questo gli ha permesso di far ruotare più clienti durante una stessa serata, aumentando il numero di coperti e, quindi, il fatturato.

Idea arguta e applicazione geniale, di quello che è diventato poi un sistema standard che usano tutti i locali di ristorazione al giorno d’oggi.

 

La chicca: la differenziazione totale

Ma questo non era abbastanza, per l’imprenditore.

Le cose andavano decisamente bene, tutti apprezzavano ciò che aveva creato, ma aveva bisogno di mettere una ulteriore barriera tra lui e quelle che erano diventate le altre numerose pizzerie concorrenti del tempo, che avevano sentito l’odore di soldi e spuntavano come funghi.

Così, forse un po’ per caso, è nata l’idea di ciò che viene chiamata oggi “Pizzalonga”: una pizza dalla forma diversa dal solito, rettangolare, la cui particolarità è quella di essere messa in centro fra le persone del tavolo ed essere mangiata a pezzi, in modo da poter assaggiare più gusti diversi durante la stessa cena.

La pizza che poi ha creato il brand di pizzerie da asporto, focalizzate proprio su questo alimento.

Cosa puoi notare (e rubare) di utile per il tuo business?

Una cosa importantissima: non solo quest’azienda ha modificato l’esperienza di vendita, cambiando l’idea di ristorazione ed introducendo la pizzeria per famiglie, ma ha trovato una differenziazione anche sul prodotto, creando quella che sarà poi “Pizzalonga Away”.

Ecco, già fare queste due attività ti mette completamente su un altro piano rispetto ai tuoi avversari, e di sicuro ti pone sulla giusta via per fatturati senza paragoni.
Te lo posso assicurare.

Ma andiamo avanti, che le attività messe in atto dall’imprenditore nel corso degli anni non sono decisamente finite.

L’occhio vuole la sua parte

Forse involontariamente, forse volontariamente, Pino è stato in grado di capire un assioma fondamentale nel mondo del marketing e dello sviluppo del business: le immagini sono più potenti delle parole, nella mente delle persone; se riesci a collegare una immagine al tuo brand, facile da ricordare per le persone, allora avrai fatto bingo.

Diciamo che Pino in questo ha fatto le cose fatte bene, ma non benissimo: più che un’immagine ha associato un colore, il rosso bordeaux; però è stato molto scaltro nel renderlo ridondante, ovunque.

Logo, vestiario dello staff, tovaglie, tovaglioli, dettagli, tende dei locali, colorazioni dei muri, tutto porta questo colore, che un cliente della provincia di Treviso associa sicuramente alla sua pizzeria!

La sua bravura non è stata tanto quella di utilizzare un colore (se avesse utilizzato un’immagine, sarebbe stato tutto molto più forte!) quanto più quella di tenere fede a questa linea, non cambiarla negli anni (come sicuramente consiglierebbe qualche creativo di qualche agenzia di comunicazione – giusto per confondere le idee al cliente! – tipo quelli che cambiano i loghi/visual ogni X anni), e soprattutto farla ritrovare al cliente in quanti più posti possibili, dai dettagli delle divise dei dipendenti, alle tovaglie, ai muri, etc.

Quindi, quando vuoi creare un brand forte, devi pensare a qualcosa di visuale, che possa esser facilmente riconosciuto dal cliente e associato alla tua azienda, e martellarlo continuamente, come fosse un martello pneumatico.

Ad esempio, se hai una piccola attività dove tutti i clienti ti conoscono e parlano direttamente con te, quell’immagine sei tu! Perché non sostituire il tuo logo aziendale con la tua faccia stilizzata?

Così facendo, anche sui materiali che usi per far comunicazione farai ricordare a tutti di una immagine e questi la assoceranno immediatamente al tuo brand!

Se credi che sia una strategia balorda, guarda dove è arrivato KFC, catena multinazionale di pollo fritto, che come logo ha il faccione del suo fondatore, il colonnello Sanders!

In un mondo sempre più pieno di parole e immagini inutili, associare una immagine al tuo brand è uno dei pochissimi modi per rimanere nella testa delle persone.

Andiamo avanti, perché non è ancora finita: la lista delle mosse sviluppate da Pino per fare 17.5 milioni di fatturato nel 2017, non è di certo esaurita!

Dividi et Impera

Pino però non è stato bravo a fare tutto ciò che abbiamo visto finora.

Ha fatto anche un passo estremamente importante per lo sviluppo capillare del suo business, cosa che tutti gli imprenditori, tu compreso, dovrebbero fare per sviluppare la propria azienda e avere fatturati che permettano loro la vita che hanno sempre voluto, e non solamente di pagar loro uno stipendio.

Cosa ha fatto di così strabiliante?

Ha diviso il suo business, creando una nuova area di sviluppo, ovvero le pizzerie da asporto.

Se hai letto altri nostri articoli, sai che critichiamo aspramente l’estensione di linea, ovvero proprio ciò che ha fatto Pino (creando delle “varianti” del business principale), a meno che, e ripeto, A MENO CHE, per ogni variante non venga creato un brand a se stante che non cozzi con il brand principale da cui si stacca.

Ed è proprio ciò che ha fatto Pino, non da subito però…

Agli inizi infatti, quando ha creato le prime pizzerie d’asporto, queste si chiamavano anch’esse “da Pino”, proprio come le pizzerie classiche.

Prova a ragionare a mente fredda: in una situazione del genere un cliente, soprattutto se nuovo, si sarebbe chiesto se il brand “da Pino” era una pizzeria d’asporto o una pizzeria normale, creando confusione.

Che problema c’è…” potresti pensare “fanno comunque entrambi pizze!”.

Vedi, tutti noi ragioniamo per categorie, e qui le due categorie sono divise e contrapposte:

    • Categoria pizzeria classica, dove ci si siede e si mangia;
    • Categoria pizza da asporto, dove si va in velocità a prendersi una pizza da gustare a casa.

Quindi qual è stata l’intuizione geniale di Pino (sua o del suo staff, questo non lo sapremo mai)?

Dividere e dare ai due business due nomi diversi:

Ancora più geniale per il brand è stato dare alla pizzeria da asporto il nome che contraddistingue la pizza (comunemente chiamata “a metro”) creata proprio da Pino stesso, per differenziarsi ancor di più dalle altre pizzerie da asporto.

Un mix di strategie di marketing – quasi – perfette.

Cosa devi rubare da questo capitolo per far fiorire la tua azienda? Una lezione fondamentale, probabilmente la più importante strategia di marketing mai creata:

un prodotto (o un servizio, ovviamente) = un brand.

Non c’è niente di più importante di questo, per sviluppare più business.

Ragiona: Pino avrebbe potuto fare

    • Categoria pizzeria classica: “Pizzeria da Pino”;
    • Categoria pizza da asporto: “Pizzeria d’asporto da Pino”.

Così facendo però avrebbe messo in confusione le idee dei possibili clienti.

Ogni cosa che vuoi commercializzare e spingere a se, deve avere il proprio brand.

Guarda Apple, mica ha fatto l’Apple Phone, l’Apple Computer o l’Apple Tablet? No, hanno fatto l’iPhone, il Mac e l’iPad! Ed è l’azienda più capitalizzata al mondo!

Ha fatto l’Apple Watch e guarda caso è il prodotto che sta riscontrando il minor successo sul mercato.

Ecco che quindi, in poche righe – beh, non proprio poche – hai scoperto alcuni dei segreti che hanno fatto di Pino un imprenditore con la I maiuscola, multimilionario.

Certo, ce ne sono tanti altri da esplorare:

    • Il fatto di aver creato e brevettato un proprio forno rotante;
    • Il fatto di far seguire ad associati e personale un regolamento rigido in modo che tutto sia perfetto e niente venga lasciato al caso;
    • Il fatto di fare una formazione (obbligatoria) continua e costante al personale dei punti vendita della pizzeria d’asporto, in modo che questi possano performare al meglio;
    • Il fatto di aver creato un altro brand di distribuzione di materie prime esclusivamente per le sue pizzerie da asporto, dalle quali sono obbligati a rifornirsi;

ma non possono essere viste tutte in un articolo e, soprattutto, sono attività atte a sviluppare un brand all’estremo, mentre oggi volevo parlarti di quelle attività che possono stravolgere la tua azienda nel breve periodo.

 

Abbiamo visto, in quest’articolo, alcuni fattori fondamentali per lo sviluppo d’azienda come:

    1. Identificazione del target;
    2. Studio e analisi dei competitor;
    3. Creazione di una o più idee differenzianti;
    4. Focalizzazione di brand diversi su cose diverse;
    5. L’importanza dello sviluppo di un visual forte.

Questi 5 punti fanno parte di un metodo di lavoro unico al modo, testato più volte, in grado di sviluppare un brand e farlo diventare una macchina produci-soldi per l’imprenditore che ne è a capo.

A differenza di quello che tentano di propinarti agenzie di comunicazione, web agency, e di marketing, ovvero che – in base a quelli che trovi – il sito, i social, la comunicazione, e via così, sono le uniche cose per salvare la tua azienda, il Metodo Utile Garantito è studiato e progettato per tenere in considerazione TUTTI i fattori (nella sua totalità e complessità) che devono essere “lavorati” in un’azienda, ed analizzarli insieme; oltre ai 5 visti sopra, ce ne sono altri 19, per un totale di 24 punti differenti da sviluppare in ogni business.

Questi fattori sono stati prima studiati, poi elencati, e poi racchiusi in una matrice, la Matrice dell’Imprenditore Imperatore, strumento grazie al quale puoi analizzare la tua azienda e capire su quali fattori è meglio lavorare prima, perché sono più in difetto rispetto ad altri.

Se in questo momento stai pensando ad una cosa tipo “mi sembra carino, si può vedere questa matrice?” ovviamente la risposta è no, per un semplice motivo: difficilmente la capiresti.

Come detto, la matrice fa parte di un metodo, e parlarti di Branding, Verbal e Direct Marketing tutto su un colpo, dal nulla, ti spaventerebbe.

Perciò abbiamo pensato di redigere un manuale che, vista la tua tenacia a leggere tutte le righe fino a questo punto, puoi ottenere gratis.

Sì, hai capito bene, ti stiamo offrendo un manuale (chiamato “Ferma la Crisi” per le preziosissime informazioni contenute al suo interno) che è stato pensato per chi come te  vuole approcciarsi alla Matrice per sviluppare la sua azienda e cominciare a macinare utili come se non ci fosse un domani.

Per richiederlo, non devi far altro che cliccare sul bottone qui sotto e inserire i tuoi dati e PUF, magicamente comparirà nella tua casella email.

All’interno troverai come si sviluppa, e quali fattori tiene in considerazione, il nostro metodo, e potrai tranquillamente decidere di dare una sferzata alla tua azienda (in positivo ovviamente), uno sviluppo che si merita.

Se invece vuoi saperne di più su questi argomenti, in maniera costante, se ciò che hai letto oggi per te ha un senso e vuoi capire COME fare per sistemare la tua azienda nel modo giusto, evitando il rischio di dover chiudere dall’oggi al domani, lascia la tua email nell’apposito spazio qui sotto e riceverai i prossimi articoli di business direttamente nella tua casella mail.

Altrimenti puoi evitare di inserire la mail, ricordarti di tornare sul sito la settimana prossima e leggere le altre parti; sai meglio di me però che fra 10 minuti avrai la testa sommersa da altre mille incombenze che riguardano il tuo business e quindi la prossima settimana non ti verrà mai in mente di tornare qui.

Quindi ti do un consiglio sincero, scrivi la tua mail e togliti un pensiero.

Non ti manderemo spam, non ti manderemo 200 email al giorno, a mala pena riusciamo a mandarne una a settimana, quindi stai sicuro che non intaseremo la tua casella di posta con cose inutili.

Una volta a settimana riceverai una “pillola di business” utile per far schizzare gli utili della tua azienda con strategie pratiche (e non teorie studiate sui libri di scuola); come detto, il nostro intento è quello di aiutare più imprenditori possibili a crescere, e non potremo farlo se non PORTANDO RISULTATI CONCRETI.

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