Come Salvare un’Azienda in crisi (Parte 2 di 3)

In Italia ogni 4 minuti un’azienda chiude: scopri come Salvare un’Azienda in Crisi e come metterti al sicuro prima che sia troppo tardi.

come salvare azienda in crisi

Abbiamo visto in quest’articolo quali siano le strategie che devi applicare fin da subito in azienda per salvarla dalla crisi ed evitarle il fallimento aziendale, nel breve periodo.

Come ti avevo già detto, per comodità non ho potuto inserire tutte le strategie per salvare completamente un’azienda, in un solo articolo, altrimenti lo staresti ancora leggendo, dopo giorni.

Oggi voglio parlarti di tutte quelle strategie che devi applicare se vuoi salvare la tua azienda dal fallimento, nel medio periodo.

Come ti avevo anticipato infatti, ogni 4 minuti in Italia un’azienda chiude, e queste strategie ti aiuteranno ad allontanare questo spettro e farti navigare in acque più calme.

Dopo aver quindi (come svelato nel primo articolo):

    • Analizzato i numeri della tua azienda, a fondo, in modo da capire bene esattamente ciò che funziona e ciò che non funziona;
    • Riattivato i vecchi clienti che non sentivi da un po’, con delle offerte specifiche, per generare un po’ di cassa utile a sviluppare il marketing su medio e lungo periodo (ed eventualmente per pagare i debiti);
    • Generato campagne di referenze, stimolando il passaparola, in modo sistematico, in modo da far creare clienti che conoscono già ciò che offri e sono più predisposti all’acquisto…

…ora è il caso di parlare di quelle strategie che possono e devono essere applicate a medio e lungo termine in modo da impostare un lavoro con un obiettivo che guardi più distante, e non solo da qui a qualche giorno.

Ti avverto già: sarà come entrare nella tana del Bianconiglio, cose che difficilmente hai già sentito/visto in giro, soprattutto dalle agenzie di marketing che trovi che ti propongono invece di fare pubblicità creativa come se fosse la soluzione per tutti i problemi della tua azienda.

Quindi preparati a fare il viaggio che ha fatto Alice nel mondo del marketing e della vendita, della gestione aziendale e della gestione dei collaboratori.

Proprio dai collaboratori partiamo, per vedere come sistemare le cose a medio termine nella tua azienda, ed evitare che la tempesta del fallimento aziendale si abbatta sulla tua attività.

I collaboratori, croce e delizia di qualsiasi attività imprenditoriale.

Faccio una dovuta premessa: se non hai alcun collaboratore, non fai l’imprenditore, ma sei un artigiano.

Il che non vuol dire che tu non debba seguire questi principi che sto per svelarti, vuol dire solo che devi sviluppare ciò che abbiamo già visto finora per poi trovare qualche collaboratore e portare la tua azienda la livello successivo, passando da artigiano ad imprenditore vero e proprio.

Dicevamo, i collaboratori…

Qualsiasi imprenditore che si rispetti, prima o dopo durante la sua carriera aziendale, ha avuto problemi con i collaboratori.

Vuoi perché questi fanno di testa loro, vuoi perché non sono affidabili, vuoi perché tante volte si comportano da classici scansafatiche, vuoi che ti mettono i bastoni tra le ruote appositamente… in un modo o nell’altro questi sono il punto cruciale di ogni azienda, il vero motore che fa andare avanti l’attività.

Non puoi pensare infatti di far progredire la tua azienda e portarla ad un buon livello di sviluppo senza di loro!

A meno che tu non faccia il libero professionista e ti faccia strapagare per le tue ore di lavoro, proprio come una rockstar, se vuoi avere successo in campo imprenditoriale non puoi prescindere dal gestire un’ottima squadra di collaboratori.

Eh ma io trovo solo scappati di casa che non hanno voglia di lavorare e che mi creano più casini di quanti vantaggi effettivamente mi portino…” starai pensando. Non posso darti torto. Trovare collaboratori in gamba è una cosa estremamente difficile.

Anzi, non per scoraggiarti, ma finché non avrai creato un brand di successo che abbia una certa rilevanza, non riuscirai ad attirare personale in gamba e disposte a mettersi in gioco al 100% per la tua azienda.

È un po’ un cane che si morde la coda:

    1. Non riesci ad attirare personale di talento, finché non crei un’azienda di successo;
    2. Non puoi creare un’azienda di successo finché non hai personale in gamba al suo interno.

Come fare dunque, ad uscire da quest’impasse?

Pare proprio che siamo davanti ad una strada senza via d’uscita…. eppure così tante aziende sono diventate delle vere e proprie potenze a livello nazionale e anche mondiale, e non credo che tutte avessero la forza economica per selezionare e tenere solo i migliori collaboratori sul mercato!

Infatti, la maggior parte di queste sono diventate grandi INDIPENDENTEMENTE dalle persone che ci lavoravano dentro, per lo meno nei punti non chiave dell’azienda.

Analizziamo come.

Vedi, che tu abbia un ristorante, un’officina, un negozio di elettronica, etc., le dinamiche sono sempre le stesse: tu imprenditore “ordini” di fare qualcosa (vista la tua posizione strategica e decisionale) e i collaboratori dovrebbero svolgere il o i compiti che assegni loro.

Questo in un mondo ideale, dove la gente non si ammazza per il risultato di una partita di calcio, ad esempio, quindi non nel mondo in cui viviamo tu ed io.

La situazione solitamente è questa; tu dai un compito, e la o le persone che devono svolgerlo prontamente:

    • Si lamentano e sbuffano per l’incarico da svolgere;
    • Lo fanno male, quando lo fanno;
    • Ti chiedono 7.493 informazioni aggiuntive solo per il gusto di farlo, perché sono attività che in realtà sanno svolgere;
    • Non le svolgono in maniera corretta;
    • Fanno più danni che altro;
    • Si lamentano con i colleghi, facendo comunella contro di te;
    • Ti si mettono di traverso per il futuro;
    • Talvolta (e succede più spesso di quanto immagini, ma potrebbe non esserti mai capitato) si mettono in malattia pur di non svolgere ciò che gli hai affidato.

Questa è solo una parte della lista di cose che i collaboratori solitamente fanno quando tu chiedi loro qualcosa.

Non tutti sono così, chiaro: ci sono quelli proattivi, che si mettono a disposizione della tua azienda, che mettono il loro IO da parte per il bene comune della tua attività, ma sono delle mosche bianche, più difficili da trovare di un ghepardo a Milano, e se non hai un’azienda con un ampio potenziale di sviluppo, difficilmente riuscirai a trattenerli a lungo, perché spesso queste persone sono anche ambiziose.

Come fare dunque per far crescere la tua azienda con la maggioranza dei collaboratori che qualsiasi cosa pensi, ti si mettono di traverso?

Le attività che devi svolgere sono principalmente due:

    • Creare procedure specifiche;
    • Creare un piano di incentivi;

Andiamo ad analizzare più nel dettaglio le varie attività elencate qui sopra, che ti aiuteranno a capire come salvare un’azienda in crisi e garantirle un futuro più florido e interessante.

Creare procedure specifiche

Se vuoi ottenere di più dai tuoi collaboratori, e sai di non avere gente proattiva tra i ranghi della tua azienda, allora dovrai svolgere quest’attività in maniera moooolto scrupolosa.

Vedi, le persone, generalmente, tendono a fare le cose come le sanno fare, o peggio ancora, ti domandano come farlo.

Questa frase porta con sé due enormi problemi:

    1. Se fanno le cose come sanno, rischiano di creare danni su danni; pensa anche solo a cose banali, tipo gestire i dati di un cliente all’interno di un computer aziendale: se la persona non lo fa bene, rischi di perdere dati o addirittura rovinare i rapporti con un possibile cliente.
    2. Se ti domandano come farlo, questo vuol dire che interrompono mille volte la tua giornata lavorativa con assurdità di ogni tipo, cose che anche solo ragionandoci per un istante avrebbero potuto fare da soli.

Ora, hai già capito perché non dovresti mai e poi mai ricadere nelle due problematiche viste sopra.

Per non farlo, l’unico modo che hai è quello di sviluppare delle procedure specifiche per ogni attività.

Questo vuol dire (ed è brutto da dire, lo so) limitare al minimo la possibilità di libera interpretazione di tutte le attività da parte dei tuoi collaboratori.

Vedi, come abbiamo già detto, ci sono alcuni collaboratori meritevoli (e per quelli, solitamente, non hai bisogno di grandi attività, tendono ad arrangiarsi e lavorare bene già di suo) mentre ci sono altri collaboratori che non sono proprio così meritevoli.

Siccome il tuo lavoro di imprenditore è anche quello di far sì che tutti rendano al massimo (per il bene della TUA azienda, tanto loro lo stipendio lo prendono comunque), creare delle procedure dettagliate vuol dire limitare al minimo la possibilità di errore (e quindi di non-lavoro) da parte dei dipendenti.

Quindi, come salvare un’Azienda in crisi? Prima di tutto, hai bisogno che tutte le attività (anche le più banali) siano codificate in procedure altamente esaustive, in modo da non lasciare libertà d’azione e di interpretazione ai tuoi collaboratori.

Non possono più dire “Ah ma non mi era stato detto…” se ciò che devono svolgere è codificato in un “manuale di procedure aziendali”.

Non possono chiederti mille volte come devono svolgere un incarico, se c’è uno strumento apposito che dice loro come svolgerlo.

E soprattutto, cosa di importanza estrema, codificando le procedure hai un’arma potentissima per formare i nuovi collaboratori che assumi in azienda.

Ti faccio un esempio pratico in modo che tu possa capire al meglio l’importanza di avere un “manuale” di tutte le attività da svolgere.

Azienda: pub della zona di Treviso.

L’imprenditore aveva un grosso problema: visto il tipo di lavoro, formare il personale in modo che rendesse al meglio fin da subito.

Se non sei del settore, devi sapere che, per il tipo di business, il turnover del personale è abbastanza rapido, in quanto lavorano tanti studenti e ragazzi giovani in generale, tendenzialmente per qualche mese.

Creare delle procedure aziendali è stata la soluzione a questo grave problema che rallentava, e di molto, i fatturati del pub.

È stato sviluppato un manuale per ogni attività specifica dell’azienda: dalla spillatura della birra alla pulizia dei bagni; dalla battitura di uno scontrino alla gestione della lavastoviglie.

Questo ha comportato due enormi vantaggi.

Innanzi tutto, il direttore del locale ha potuto (finalmente) concentrarsi sulle sue reali attività, come parlare con i clienti e gestire la sala, e non ha dovuto perdere tempo tutte le sere per star dietro alle richieste continue ed incessanti del personale.

In secondo luogo, l’inserimento di nuovo personale e il tempo perché questo fosse autonomo all’interno del pub è diminuito drasticamente.

Mentre prima, infatti, una persona veniva assunta e dal primo giorno di lavoro in poi gli venivano spiegate tutte le attività, ora l’assunzione funziona in modo completamente diverso: dopo un colloquio di assunzione, infatti, il neo-assunto riceve i manuali delle attività che dovrà svolgere, che deve studiare prima di iniziare il suo lavoro.

In questo modo il dipendente sa già a grandi linee cosa deve fare e soprattutto come farle, limitando il flusso di informazioni solo verso le cose realmente importanti e di emergenza.

Questo duplice vantaggio ha migliorato i fatturati dell’azienda, nel medio periodo, dell’oltre 20%, in quanto tutti i collaboratori sono molto più produttivi e ogni reparto funziona in maniera estremamente efficiente.

Bel vantaggio, se pensi che tutto ciò può essere applicato anche nella tua azienda!

Ora vediamo invece il secondo passaggio che devi considerare quando hai a che fare con i tuoi collaboratori.

Creare un piano di incentivi

Da che mondo e mondo, tutti, tu ed io compreso, se vediamo che possiamo ottenere un premio in qualche modo, la cosa ci interessa di più.

Ecco perché, per stimolare i tuoi collaboratori a lavorare di più, meglio, e senza problemi, creare un piano di incentivi è una soluzione che devi assolutamente considerare per la tua azienda.

Già li pago profumatamente, siamo matti che gli do anche dell’altro!” penserai giustamente.

Il problema è che devi sempre guardare i numeri: quanto ti costa in più, rispetto ad un premio di qualche tipo, un dipendente che ti si mette di traverso, che collabora poco o male, che ci mette il doppio del dovuto a svolgere un qualsiasi tipo di incarico?

Ecco, questa domanda dovrebbe essere parte delle tue giornate, continuamente: “Quanto mi costa di più un collaboratore svogliato di un collaboratore pienamente efficiente?”.

Una volta che avrai tutti i numeri sotto mano, quelli veramente utili e necessari alla tua azienda, capirai che, salvo qualche rarissimo caso, nel 99% dei casi è molto più conveniente programmare con i tuoi collaboratori degli obiettivi, e fornire loro successivamente degli incentivi, piuttosto che fare il pungo duro ed esigere cose e attività che sai benissimo non porteranno a termine (sebbene dovrebbero visto che si tratta del loro lavoro).

Questo, nel medio periodo, farà fare un vero e proprio salto di qualità (e di fatturati) alla tua azienda.

Devi ricordarti che la tua azienda va avanti anche grazie ai tuoi collaboratori, e se sei in grado di farli performare al meglio i risultati non tarderanno ad arrivare.

Gestire le persone è una delle attività più difficili al mondo, ma grazie ai consigli di quest’articolo sicuramente riuscirai ad ottenere qualcosa di più da loro: questo é uno degli step principali per capire come salvare un’azienda in crisi.

Inoltre, tieni bene a mente che un imprenditore, soprattutto di piccole imprese come quelle che portano avanti l’economia italiana (ti ricordo che in Italia più del 90% delle aziende sono micro imprese – meno di 10 collaboratori e meno di 2 milioni di euro di fatturato annuo), per sviluppare la propria attività deve generare una forte leadership nei confronti dei propri collaboratori, e per farlo ciò che hai letto in quest’articolo ti aiuterà molto.

Le attività che hai visto in questi paragrafi fanno parte di un metodo di lavoro unico in Italia, pensato appositamente per le micro imprese e per i suoi imprenditori, per aiutarli a svilupparsi e creare delle aziende sane che non soffrano la crisi.

Il metodo Utile Garantito infatti prende in considerazione tutti gli aspetti che ogni azienda dovrebbe sviluppare per essere profittevole, dalla gestione delle persone alla gestione numerica, dal marketing alla vendita, etc.

In totale, i fattori da prendere in considerazione sono 24, e sono stati racchiusi in una matrice chiamata la “Matrice dell’Imprenditore Imperatore”.

Questi fattori non possono essere sviluppati a compartimenti stagni, come purtroppo molte aziende fornitrici fanno: pensa alle agenzie di comunicazione, che si spacciano di “acquisirti clienti facendo pubblicità”; come fai a pensare di fare pubblicità se prima non hai dato un’occhiata approfondita ai numeri dell’azienda, o se magari prima non hai sistemato i rapporti con i collaboratori?

Oppure pensa ai commercialisti, che invece guardano solo i numeri (e nel 95% dei casi lo fanno male, ovvero non nel modo più utile per te: come puoi limitarti ad analizzare i numeri se poi, con le informazioni che hai ricavato, non sai cosa farci?

Puoi pensare di fare un ragionamento del genere se e solo se la tua azienda ha dimensioni talmente grandi per cui per ogni reparto hai una o più persone interne ad occuparsene, altrimenti se fai parte di più del 90% degli imprenditori italiani con una micro impresa, devi occupartene tu.

Per occupartene abbiamo creato appunto il metodo Utile Garantito, che grazie alla matrice ed alle sue componenti può sviluppare il business della tua azienda e portarti dei reali utili nel giro di soli 60 giorni.

Se vuoi saperne di più riguardo questo metodo GARANTITO, ti invito a richiedere il manuale cartaceo gratuito “Ferma La Crisi”, cliccando sul bottone qui sotto.

All’interno troverai come si sviluppa, e quali fattori tiene in considerazione, il nostro metodo, e potrai tranquillamente decidere di dare una sferzata alla tua azienda (in positivo ovviamente), uno sviluppo che si merita.

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